Il Cenobium di Aurelio Visconti diventa Dosaggio Zero

Il Cenobium di Aurelio Visconti diventa Dosaggio Zero

Chi conosceva Cenobium, l’amaro erboristico di Aurelio Visconti, oggi lo ritrova nella gamma Collettivo Botanico con il nome Dosaggio Zero. Un passaggio che porta avanti la tradizione del laboratorio di Abbadia San Salvatore, sul Monte Amiata, e mette in primo piano la caratteristica che ha sempre distinto questo amaro: l’assenza di zucchero aggiunto.

Cenobium: un nome che racconta la vita monastica

Il nome Cenobium richiama il latino coenobium, da cui deriva la parola italiana “cenobio”: il monastero dove i monaci vivono insieme seguendo una stessa regola. Alla radice ci sono le parole greche koinós, comune, e bíos, vita. Il significato rimanda quindi alla vita in comune, alla condivisione di pratiche e saperi.

È un richiamo coerente con il carattere monastico dell’amaro e con la tradizione erboristica a cui si ispira: la conoscenza delle piante, la loro lavorazione e la ricerca di un equilibrio fra componenti aromatiche e amaricanti.

Aurelio Visconti e le erbe del Monte Amiata

La storia di Cenobium si lega al lavoro di Aurelio Visconti e dell’azienda Lombardi e Visconti, specializzata nella trasformazione di erbe aromatiche, frutti e vini.

In un racconto dedicato agli amari del Monte Amiata, Visconti descriveva una produzione basata sulla macerazione a freddo dei vegetali in soluzione idroalcolica, seguita da torchiatura, filtrazione e riposo in botte. Cenobium figurava fra gli amari più strutturati e intensamente amari della gamma: una scelta precisa di gusto, costruita attorno alle piante e alla loro persistenza.

Anche le vecchie schede del prodotto ne sottolineavano l’identità: una miscela di dieci erbe, nessuna aggiunta di zucchero e un finale lungo e deciso. Fra le botaniche citate comparivano salvia, ginepro, assenzio e chiodi di garofano.

Perché oggi si chiama Dosaggio Zero

Con Collettivo Botanico, questa storia prosegue sotto un nome che rende immediatamente leggibile la sua scelta produttiva. Dosaggio Zero indica l’assenza di zucchero aggiunto, già centrale nell’identità del vecchio Cenobium.

Il passaggio unisce l’eredità erboristica di Aurelio Visconti al progetto di Collettivo Botanico: un laboratorio che continua a lavorare sulle botaniche e sulle macerazioni, aperto al dialogo con vignaioli, agricoltori e professionisti della miscelazione.

Come gustarlo

Per conoscerne il carattere, suggeriamo di assaggiarlo prima liscio, lasciandogli il tempo di esprimersi nel bicchiere. Un cubetto di ghiaccio permette poi di esplorarlo attraverso una lieve diluizione. In miscelazione, la sua intensità erbacea offre una base interessante per lavorare su cocktail dal profilo secco e aromatico.

Per chi cerca ancora l’amaro Cenobium di Aurelio Visconti, il nome da ricordare oggi è Dosaggio Zero di Collettivo Botanico: la prosecuzione di una storia nata sul Monte Amiata, con le erbe al centro.

 

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